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BJJ unico strumento idoneo per le Forze di Poliza

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Verona 8 giugno 2018 - Sette agenti di polizia non riescono ad immobilizzare un extracomunitario. Roba da non credere! Per il video clicca qui

Città di Castello (Perugia), 28 giugno 2018  - Due agenti di polizia non riescono ad ammanettare un   extracomunitario e offrono uno "spettacolo" definito osceno dal  segretario generale del Sindacato autonomo di polizia Stefano Paoloni.  Per Paoloni l'unico modo per risolvere simili situazioni dovrebbere  essere l'introduzione del taser. Per il video clicca qui

Quello che manca agli agenti delle forze dell'ordine italiane, in realtà, non è il taser ma la capacità di immobilizzare un soggetto che oppone resistenza.

Se gli agenti sono impreparati al combattimento corpo a corpo (jiu jitsu brasiliano/grappling) il rischio è che strumenti come il taser, il manganello, lo spray... eccetera,  diventino di intralcio al loro operato e nella peggiore delle ipotesi c'è il rischio che gli vengano sottratti, come si vede nel video in cui uno dei due agenti si lascia strappare dalle mani il  manganello da una donna. Roba da non credere!

Là dove invece gli agenti sono preparati gli interventi terminano in tutt'altro modo.

Spinaceto (Roma) - 22 Giugno 2018   Nel corso di un bliz condotto dagli agenti del commissariato di Spinaceto per sgominare una banda di ladri sudamericani, la conoscenza del Jiu-Jitsu Brasiliano risultava decisiva per l'intera operazione. Tra gli agenti impegnati nel blitz due praticano il jiu-jitsu brasiliano: uno è cintura nera del team Batatinha,  l'altro è un suo allievo cintura bianca.

Nel momento in cui la refurtiva veniva scoperta all'interno dell'appartamento uno dei ladri afferrava dapprima una bottiglia, la spaccava e si avventava contro uno degli agenti. Ne nasceva una prima colluttazione che permetteva agli operanti di togliere dalle mani la bottiglia spaccata. L'esagitato, non contento, riusciva ad afferrare un coltello bilama  ed a rivolgerlo all'altezza dell'addome di un Ispettore di Polizia lì presente  che, riportava una lacerazione della maglietta all'altezza del fianco dx.   Solo grazie al provvidenziale intervento di un agente praticante di BJJ (white belt)  e al suo addestramento specifico nel Jiu Jitsu Brasiliano, si è evitato il peggio: di fatti lo stesso,  reagiva prontamente sferrando un colpo di striking all'addome del malvivente, azione che costringeva l'aggressore a lasciare il coltello, permettendo ai presenti di chiudere la distanza, portarlo a terra e ammanettarlo.

Nel contempo un altro appartenente alla banda, un uomo del peso di 120 kg, sottrattosi in modo fulmineo  al controllo visivo degli agenti, si armava di un coltello da cucina in ceramica di 30 centimetri e aggrediva gli altri agenti presenti, urlando "ve mato ve mato" , l'intento era chiaramente quello di uccidere e sottrarsi alle proprie responsabilità penali, qui uno dei poliziotti rimaneva ferito nel corso della colluttazione. Solo l'intervento dell'agente cintura nera di jiu Jitsu brasiliano scongiurava il peggio. Questi placcava da dietro l'aggressore armato, e una volta portato a terra lo chiudeva in una presa dalla back mount e lo addormentava con un rear naked choke.

L'agente cintura nera, di cui per ovvi motivi non posso rivelare le generalità, mi ha detto che deve ringraziare solo le sue competenze nel BJJ e l'allenamento continuo in palestra se è riuscito a tenere un rear naked choke (strangolamento da dietro a mani nude) per circa 20 secondi fino a far addormentare un energumeno di 120kg (pensate che aveva i polsi così grossi che gli agenti hanno faticato a mettergli le manette).

C'è  chi continua a dire che il Brazilian Jiu-Jitsu  è inefficace perché in  strada non si deve finire a terra, ma si tratta solo di uno dei tanti  luoghi comuni di chi non sa che cosa sia un vero allenamento di  Brazilian Jiu-Jitsu, luoghi comuni che vengono smentiti regolarmente  nella realtà.

Nella sua esperienza sul campo - mi diceva l'agente  - il BJJ gli ha permesso di ben operare in diverse situazioni come  queste. Inoltre mi ha spiegato di come l'allenamento NOGI sia  fondamentale dal momento che molti delinquenti, in queste circostanze,  si denudano per non dare appigli agli agenti. Immaginate di cercare di  afferrare una persona sudata e magari resa scivolosa dal sangue e sotto  l'effetto di sostanze psicotrope... un vero incubo!  Solo con un  costante addestramento,  attraverso lo sparring, un agente si prepara ad  agire con lucidità e fermezza, conscio delle sue potenzialità.

I  due agenti che praticano Brazilian jiu-Jitsu hanno avuto la meglio, a  mani nude, su due ladri decisi a tutto ed armati!  Questo dovrebbe far  riflettere chi di dovere. Gli agenti, oltre ad essere più  tutelati a  livello giuridico e prima di essere dotati di taser o altri giocattoli  tecnologici, andrebbero addestrati al Brazilian Jiu Jitsu solo così si  eviterebbero quelle che il segretario generale del Sap ha chiamato  "spettacoli osceni".

Perchè non hanno sparato? L'utilizzo delle  armi, avrebbe sicuramente messo ad ulteriore rischio tutti i presenti,  ricordiamo i recenti fatti di Genova, dove la Polizia interveniva in un  appartamento per tentare di salvare un giovane ecuadoriano che dava in  escandescenze e minacciava il suicidio. Lo stesso riusciva ad  accoltellare uno degli agenti in modo grave; l'altro agente,  per  difendere il collega ha sparato e ucciso il giovane sudamericano, e ora è  indagato per omicidio colposo.







Il Bjj per le Forze Armate e di Polizia

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Nel precedente articolo abbiamo mostrato due interventi delle FFOO, a Perugia e a Verona nei quali gli agenti dimostravano di non avere nessuna conoscenza di tecniche corpo a corpo. Dopo una città del nord e del centro chiudiamo il  cerchio con una città del sud, Taranto, che per certi aspetti è più grave dei due episodi precedenti.

22 Luglio 2018 Ospedale di Manduria, Taranto.

Zigomo fratturato per uno degli agenti intervenuti. La pattuglia era intervenuta per segnalazione di persona in stato di agitazione all’interno dell’ospedale. Un uomo di 28 anni ha colpito l’agente e lo ha messo a terra.

Se 3 indizi fanno una prova, cosa accomuna tutti questi eventi? Per chiarirmi le idee mi sono fatto una chiacchierata con il nostro agente di Roma cintura nera del Batatinha Team.

Hai visto l'episodio di Taranto quale è stata la tua prima reazione?

La Polizia di Stato viene umiliata e l’aggressore invece di essere abbattuto e ammanettato se la cava con un abbraccio, un bacetto e un caffè.

E' possibile individuare uno o più responsabili di questa situazione?

Ormai quotidianamente assistiamo al disfacimento della forza pubblica, operatori mandati in strada senza alcuna preparazione fisica e minima sulla difesa personale, basta con la solita manfrina delle leggi che non tutelano e dei mezzi inefficienti, i primi ad essere inefficaci purtroppo sono gli operatori che stanno in strada. Gli ultimi eventi di cronaca non lasciano dubbi, le forze dell’ordine non sono adeguatamente formate e preparate ad affrontare un corpo a corpo e una colluttazione.

Con l'introduzione di spray al peperoncio e taser le cose cambieranno?

Spray al peperoncino e taser non risolveranno questa grave problematica, al contrario amplificheranno quelle che sono le gravi carenze.

Di chi è la colpa di questa situazione?

Di chi è la colpa? Arriviamo al nocciolo della questione: il Dipartimento della Pubblica Sicurezza ogni anno emana, per tramite dei suoi organi deputati, le linee guida in riguardo all’aggiornamento professionale del personale della Polizia di Stato, in tale documento che si allega  vengono individuate in base all’Accordo Nazionale Quadro, 12 giornate lavorative da espletare nell’anno in corso, da dedicare all’addestramento e l’aggiornamento professionale. Per quanto riguarda l’anno 2018, il Dipartimento ha stabilito che le 12 giornate di addestramento siano suddivise in 6 giornate di cui 3 dedicate al tiro e 3 alle tecniche operative e altre 6 così suddivise: 3 in materie d’interesse generale e 3 per l’approfondimento di specifiche tematiche di settore.

Entriamo più nel dettaglio, la Direzione Centrale per gli Istituti d’Istruzione ha provveduto ad individuare le tematiche previste per le materie d’interesse generale e di quelle specifiche di settore, di seguito elencate:

   comunicazione nell’attività di Polizia;
   etica professionale e percorso valoriale;
   gestione del flusso documentale.

Le tematiche per l’aggiornamento di settore si riducono al mero utilizzo della nuova piattaforma e-learning, comunque vincolata alle esigenze territoriali delle varie Province e decise dai vari Questori o Dirigenti di ciascun ufficio. Parliamo sempre e comunque di teoria. Addestramento al tiro di 3 giornate, addestramento alle tecniche operative 3 giornate da dedicare, così come riportato nella disposizione della Direzione Centrale degli Istituti d’Istruzione, alle problematiche attuali concernenti il pericolo terroristico.

Bene, specificato quanto segue, tiriamo le somme: per ogni singolo operatore di Polizia dei ruoli operativi, sono previste solo 12 giornate di addestramento e aggiornamento, di cui 6 sono teoria ed esclusivamente teoria e 3 sono giustamente riservate al tiro e 3 alle tecniche operative con riguardo ai pericoli legati ad eventuali situazioni di attacchi terroristici.

Quello che risulta evidente e palese è: ma la difesa personale, l’addestramento al combattimento, dove stanno? Diciamolo una volta per tutte , non è previsto, avete capito bene: NON E’ PREVISTO. Quindi ci si preoccupa di indirizzare eventuali tecniche operative con riguardo a scenari terroristici, quando all’operatore medio manca l’ABC di un normale approccio elementare della difesa personale, in contesti protetti, figuriamoci in contesti terroristici, è ridicolo.

Poi mettiamoci che i planning di difesa personale delle FFOO si rifanno al Metodo Globale di Autodifesa, assolutamente inidoneo, basti pensare che è stato codificato da persone che la Polizia l’hanno vista in Televisione. Mi ricordo qualche anno fà, quando mi ritrovai sul tatami con uno dei massimi esponenti del MGA che, nell’approcciare una pseudo difesa da presa frontale della Pistola è andato due volte faccia a terra…caduto come una pera cotta! Mettiamoci pure che un operatore, riesce si e no a fare 4 / 5 giornate delle 12 previste e il risultato è quello che tutti conosciamo.

Bisogna cambiare rotta, le FFOO devono iniziare ad addestrarsi obbligatoriamente negli sport da combattimento, MMA e Brazilian Jiu Jitsu, punto, il resto sono solo favolette.

Devono essere aggiunte alle 12 giornate già previste, ulteriori 12 giornate all’anno esclusivamente riservate all’addestramento al combattimento e al corpo al corpo. Il Dipartimento deve dare la possibilità agli operatori di addestrarsi anche all’esterno, riservando agli interessati un rimborso mensile pari alla retta pagata in palestra. Solo così si eviterà di vedere scene scandalose e umilianti come quella del video allegato.

A propostio del video ci puoi fare un analisi di come i due agenti hanno gestito l'intervento?
In mezzo alla strada non ci si può improvvisare, bisogna essere sempre pronti alla battaglia che, di certo non si affronta con una cartellina sotto l’ascella o le mani sui fianchi. Purtroppo, come si può notare nel video, in questo tipo d’intervento gli operanti hanno sbagliato tutto, il Poliziotto aggredito ha affrontato il pericolo con una cartellina sotto l’ascella (perché il problema è identificare…) quindi con un braccio in meno da utilizzare in caso di difesa, dopo aver avvicinato “minacciosamente”…(diciamo che è stato proprio quest’atteggiamento improvvisato che ha scatenato l’evento) il soggetto esagitato, gli operanti pensano bene di distogliere la loro attenzione dal problema, arrivando a dargli le spalle, momento in cui il soggetto riesce ad alzarsi e mettersi spalle al muro (avete capito bene, spalle al muro, l’aggressore non era un improvvisato, li ha portati dove voleva lui, appena uno dei due poliziotti ha abboccato, l’ha steso).

Cosa fa’ il povero agente? Lo avvicina di faccia, senza alcuna protezione e senza conoscere assolutamente i basilari principi della distanza di sicurezza ed i relativi approcci, rimane vittima di due cazzottoni, casualmente tirati sul lato dove teneva la cartellina…, l’aggressore non contento dopo aver abbattuto il Poliziotto, infierisce sull’agente riverso a terra con un calcio al viso che miracolosamente non va a segno, altrimenti gli avrebbe staccato la testa.

Il secondo Poliziotto, entra nel panico più totale, anziché scagliarsi contro l’aggressore, si preoccupa di spostare la sedia a rotelle: chiaramente sotto stress non è in grado di gestire la situazione. Grazie al portantino, sì al portantino, che riesce a bloccare l’aggressore da dietro, i due poliziotti hanno evitato un’ulteriore figuraccia.

Poi arriviamo al ridicolo, i due Poliziotti, si allontanano dall’aggressore e lo lasciano in balia dei portantini, rendiamoci conto, gli operanti anziché ammanettare l’aggressore si tengono a distanza lasciando il problema ai portantini, uno dei due Poliziotti arriva addirittura ad allontanarsi dalla scena ancora da mettere in sicurezza, il Poliziotto precedentemente aggredito arriva di nuovo vicino al suo aggressore che ricordiamo gli ha spaccato lo zigomo con due cazzotti e, si mette a fare l’assistente sociale e lo psicologo, con lo stesso che ancora sbraccia pericolosamente.

L’aggressore dopo che ha “esploso” a terra il poliziotto arriva addirittura ad abbracciarlo e a baciarlo. Signori siamo in presenza di una situazione scandalosa, la Polizia di Stato è stata disonorata e umiliata. Queste vicende non devono più accadere, chi di dovere inizi a rivedere l’addestramento e la formazione professionale di chi sta in strada, devono cambiare i protocolli operativi e di ingaggio. Chi indossa una divisa deve essere addestrato al combattimento, punto.

Anche a chi, come me, non è del settore non è sfuggito che molti agenti in servizio operativo sembrano tutto fuorché adatti a quel tipo di servizio. Cosa ne pensi?

E' ora di fare attente valutazioni sul personale mandato in strada a rappresentare la prestigiosa Istituzione che è la Polizia di Stato, sicuramente il servizio operativo di Polizia non è per tutti. La Volante e L’autoradio rappresentano la Polizia di Stato, in tale servizio dovrebbe essere demandato personale altamente qualificato fisicamente e psicologicamente preparato. La Squadra Volante deve essere quanto prima inquadrata come “Specialità”, adeguatamente retribuita, con personale altamente qualificato, niente improvvisatori.
I lupi non si combattono con le pecore ma con i cani pastore.



6^ Coppa Italia Grappling con GI 2018 - Gli atleti del Batatinha Roma a podio

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Erano presenti anche gli atleti della Batatinha Team Roma (affiliata ASI Roma) alla 6ª Coppa Italia FIGMMA svoltasi Domenica 21 Ottobre al Palatorrino di Roma. Tre gli atleti accreditati, ROSSI David inquadrato nella Cat. Senior 92kg cintura blu, ROSSI Simon iscritto nella Cat. Senior 77kg cintura blu e DELLA PORTA Alessio Cat. Esordienti +73 kg .
Due gli atleti saliti sul podio, DELLA PORTA Alessio, al suo esordio nelle competizioni di Brazilian Jiu Jitsu si è aggiudicato un difficile secondo posto nella cat. Assoluto, dove ha trovato atleti con una lunga esperienza agonistica nel BJJ.
ROSSI David, tornato ad allenarsi da circa 2 mesi , dopo un lungo infortunio che l’ha tenuto lontano dal tatami per 6 mesi, è comunque riuscito a fare 3 incontri ad altissimo livello, si è aggiudicato un terzo posto .
Dopo un bronzo e un argento, il nuovo obiettivo per gli atleti del Batatinha Roma è al 4 Novembre all’undicesima Coppa Italia FIGMMA di Grappling NOGI , sempre al Palatorrino.
La sede centrale della Batatinha Team Roma (guidata dal M° Salvatore Ferrante Bleck Belt BJJ) è ad Ardea in via Severiana 50.
Grande attesa per l’apertura del primo BOX di BJJ che sta per nascere ad Anzio, apertura prevista per Dicembre 2018, sempre a guida del M°FERRANTE. All’interno del BOX BJJ si praticherà esclusivamente BJJ a 360°, ovvero BJJ con Kimono, BJJ senza Kimono , MMA e Self Defence.



I 6 TIPICI ERRORI DELLE CINTURE BIANCHE DI BJJ

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Approcciarsi nel BJJ è sempre un’esperienza memorabile! Nulla accade per caso, quindi se sei capitato su quel tatami un motivo ci sarà, se quel mondo non ti appartiene, cosi come sei salito scenderai, se invece è il tuo mondo, benvenuto a bordo.
Triangolo, single leg, kimura, omoplata, guardia ragna, monta, schiena…, ma che è??? Non conoscendo nulla di tutto ciò e scontato cadere in errore! Tutti i praticanti all’inizio cadono sempre sugli stessi punti:

1) Mi alleno tutti i giorni
Sicuramente all’inizio, la soluzione a tutte quelle botte prese, dopo che anche quel ragazzino , cintura blu ti ha brutalizzato e finalizzato come se non ci fosse un domani, nonostante il tuo peso e la tua età nettamente superiore, questo trauma ti porterà ad ipotizzare che allenarti tutti i giorni ti eviterà di soccombere nuovamente, sbagliato!!!. Questa non è una buona soluzione, questo approccio ti consumerà anticipatamente oppure ti porterà sicuramente ad infortunarti e lo stare sempre sul tatami si trasformerà in un abbandonare il corso da un momento all’altro.

Ricordatevi che i cavalli si vedono all’arrivo e no alla partenza.

Quindi a meno che tu non sia come “Gigi la trottola” che sei nato campione, se vuoi arrivare lontano, vai con calma!

Nota bene: questa raccomandazione è per i principianti…

2) Progredire con le tecniche troppo velocemente
A meno che tu non voglia pagare il mensile a GOOGLE, usa  YouTube con attenzione, il BJJ si apprende sul tatami, col tuo maestro, nella tua accademia, insieme ai tuoi pari, cercare di apprendere il BJJ dai big presenti sui social è quanto di più sbagliato tu possa fare. Anche se attualmente esistono molte cinture nere certificate direttamente da Youtube, devi cercare di prediligere una cintura nera con un lineage che non abbia nulla a che vedere con Google. Guardare troppi video di Bjj su Youtube ha gli stessi effetti di abusare troppo di Youporn…, avrai problemi alla vista, pensieri offuscati, astenia generale, pensieri megalomani di onnipotenza, che a cose fatte rimangono sempre e solo immaginazione…

Quello nei video non sei tu…capisci a me…

Pensa ad imparare le basi, lascia perdere berimbolo e ninja choke, imparati prima ad allacciarti la cintura, arriverà anche il momento in cui dovrai necessariamente studiare le tecniche avanzate, non avere fretta.

Ricorda che tutti i grattacieli, partono dalla scavo, poi dalle fondamenta e poi viene tutto il resto, se non fanno la buca e non gettano le basi, la struttura alla prima bufera crolla.

Youtube non può essere il tuo maestro, il tuo maestro non può essersi formato con youtube…

3) Non battere mi raccomando
“4 compari a cena insieme, a fine cena…, arriva il conto…, compa’ fermate che pago io, no no fermi che pago io, la diatriba va avanti per un po’…, uno dei 4 propone agli altri di fare un gioco e chi avrebbe perso al gioco, avrebbe pagato. Il gioco consisteva nel mettere ognuno la testa immersa in una bacinella ricolma di acqua, il primo che alzava la testa avrebbe perso e quindi avrebbe dovuto saldare il conto… a gioco ultimato… i 4 compari sono tutti morti affogati…”

Sicuramente avere uno spirito competitivo aiuta nel BJJ. Nessuno vuole perdere!

Ma è altrettanto vero che la morale dei 4 compari, dovrebbe aiutarti a capire che è bello anche perdere…

Se ti rifiuti di battere non dimostrerai di essere più forte, ma come diceva il grande Funari, se uno è str..o non lo poi chiama’ biricchino, questo modo di fare prima o poi ti scaccerà dal tatami.

Se qualche gomito, ginocchio, piede o mano, si gira dal lato sbagliato, non solo bloccherete i vostri miglioramenti fino al recupero funzionale, ma farete sentire in colpa il vostro rolling-partner per l’infortunio occorso.

Se devi battere, fallo e basta, tanto la Sector non ti metterà mai sotto contratto perché hai battuto il record di apnea sotto uno strangolamento ormai chiuso, tutto al più scoprirai che per dormire non serve contare le pecore. Se hai un arto in leva, sappi che di mr Fantastic dei fantastici 4, ce nè uno e non sei te, le tue ossa, cosi come i tuoi tendini e legamenti soggiacciono alle leggi della natura.

4) Lottare per rimanere vivo e non per imparare
Ok, ora passiamo al rolling, o meglio sparring controllato con il solo fine di testare, affinare e migliorare il proprio bagaglio tecnico…, ergo quando fai sparring non stai registrando una puntata su DMAX insieme a BEAR GRYLLS, non devi imparare a sopravvivere, e’ normale che l’obiettivo è di non farsi finalizzare, ma ti stai solo allenando per lo più in un ambiente protetto…e stai li per imparare!!  

Diverso è se lo sparring-partner, ha scambiato il rolling come antidepressivo, dove reprimere e canalizzare tutte le ansie, i problemi e le frustrazioni a cui è sottoposto, a questi signori, il più delle volte raccomando un bravo psichiatra.  

Se vi capita di combattere con questi psicoatleti, spiegategli che il primo passo per farsi aiutare è parlarne con i famigliari. E’ vero che dopo la legge Basaglia, hanno chiuso i manicomi ma sicuramente il corso di Bjj non potrà mai essere la soluzione ai loro problemi. Se proprio lo psicoatleta non lo capisce, ricordate di trovare una buona alternativa tecnica all’irruenza e alla forza.

5) Integrità dei vostri pari di allenamento
Tranquillo non sei calimero piccolo e nero, non puzzi e neanche sei il brutto anatroccolo, semplicemente le persone non vogliono fare sparring con te perché sei PE..RI..CO..LO..SO, ma questo non deve essere un motivo di orgoglio anzi…, il tuo modo di approcciarti allo sparring è solo sintomo di totale incapacità tecnica, la tua irruenza, i tuoi movimenti incontrollati, sbracciate, gomitate, tibiate, pugni in faccia, scalciate per evitare un passaggio di guardia ecc…, non sono Bjj e tu non sei un appartenente della popolazione nomade degli Unni, non devi penetrare l’impero romano, a fine sparring avrai solo infortunato il tuo pari e non avrai di certo conquistato la Gallia.

6) Canotta, scarpini e ghette
Si lo so, a calcetto con gli amici ci si sente liberi di indossare qualsiasi tipo di abbigliamento, cosi come per andare al mare o nel bosco a festeggiare Pasquetta, SUL TATAMI NO.

Bjj senza kimono, non vi autorizza a vestirvi come Fantozzi contro Filini mentre giocano a Tennis, esiste un abbigliamento specifico per il NoGi.

Bjj col kimono… e puntualmente vi presentate con la canotta , i pantaloncini da Baywatch e le ghette, hai visto mai stasera sul tatami ce scappano du’ rigori io già so’ pronto…
il BJJ col GI si fa’ con il kimono, con un kimono idoneo…specifico per il BJJ. Dice, ma ho visto su internet e costano troppo, chiedi e ti sarà dato, non devi comprarti obbligatoriamente un top di gamma delle marche più blasonate, puoi iniziare tranquillamente con un buon prodotto a basso costo che potrai utilizzare in attesa di tempi migliori. Se non puoi permetterti neanche quello, al momento il Bjj non fa per te.

E comunque il BJJ è per tutti ma non tutti si possono permettere…il BJJ!!

Mettere dollaro vedere cammello…, antico motto usato dai circensi nel lontano Ottocento, dove i beduini invitavano le persone ad entrare nel circo, qui al suo interno avrebbero potuto ammirare animali esotici non visibili altrove, da quel contesto nacque “pagare moneta vedere cammello”.






MI SONO SEMPRE CHIESTO DEL PERCHÉ SU QUELLA CINTURA NERA CI FOSSE UNA STRISCIA ROSSA

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Ho da sempre praticato esclusivamente JU JITSU, stando in questo mondo, ho avuto spesso modo di sentir nominare il Jiu Jitsu brasiliano, ed ero uno di quelli che diceva : “non vale un cazzo è solo a terra, è il nostro ne waza, punto” . Non gli ho dato mai peso e ho sempre continuato sulla mia strada e con le mie belle convinzioni…sulla valenza del BJJ.

Strada facendo e soprattutto non volendo,  mi ritrovo ad uno stage di lotta a terra,  in quel periodo  ero secondo Dan di tradizionale, tra i partecipanti al seminario vi erano molti gradi alti…di Ju Jitsu. Inizia lo stage: riscaldamento e poi lavoro specifico sul ne waza, ma sento parlottare più del dovuto, il brusio veniva da una coppia di ragazzi, uno indossava  un kimono diverso dal nostro, con una cintura blu legata in vita e l’atro una cintura viola della nostra scuola.

Le tecniche si susseguono fino a che colui che stava “in pompa magna…” durante la spiegazione di una tecnica viene bruscamente  interrotto dal quel ragazzo di cui sopra, metto bene a fuoco la cintura e noto un rettangolo nero sull’estremità sinistra della cinta, “chi cazzo è sto scemo che si permette di contestare un quarto dan mentre spiega?” , la contesa dalla teoria passa alla pratica, l’inefficacia e la non applicabilità di quella tecnica, più di tutte le altre fin lì trattate, viene a galla, quello strano ragazzo invita a lottare il “dominus” che, non potendo esimersi,  cade in trappola e accetta di confrontarsi, partendo proprio dall’ultima tecnica spiegata. Non solo quella tecnica di finalizzazione non funzionava, ma la cintura blu, prima lo sottometteva in maniera vergognosa e poi lo finalizzava in modo pauroso.
Fermi tutti, qualche cosa non quadra, una blu che umilia cosi un quarto Dan che, tra l’altro, pesava sicuro 20 kg in meno, clamorosa figura di merda!!!

Rosso fisso, come la spia della macchina, il povero “dominus”, proferì  testuali parole: “è normale che sia finita cosi voi siete specializzati nella lotta a terra”, ah mo si che tutto torna, tutto è più chiaro, quindi quel cazzo de jiu jitsu brasiliano che tanto bistrattavo era un attimino…ino…ino…differente  dal ne waza?

La risposta l’avevo appena avuta…, ma non essendoci peggior sordo di chi non vuol sentire e non avendo troppo a cuore il ne waza, essendo affascinato dalla parte tecnica sia a mani nude che con le armi del tradizionale, ho catalogato quell’evento come non importante. Della serie “ma sti cazzi che questi so’ animali, io faccio il mio e loro fanno il proprio”.
Continuo cosi per la mia strada, passano un po’ di anni e riesco a prendere il terzo Dan nel tradizionale fino a che, un bel giorno con la mia bella cintura terzo Dan legata in vita, SALGO SUL TATAMI SBAGLIATO… pieno di cinture bianche…tutte con quella ca..o di striscia nera sull’estremità della cinta
Percepivo  una leggera sensazione di pericolo e non capivo perché visto che erano cinture bianche e io TERZOOOO  DANNNN, umh si si , il mio subconscio, evidentemente più avvezzo al pericolo,  aveva già intuito che erano ca..i amari e che tra attacco e fuga avrei dovuto scegliere la seconda, quella bella cintura che avevo legata in vita non mi avrebbe di certo aiutato…

Sono pagato per essere curioso… decido di rimanere, inizia la lezione e durante il saluto riesco a collocarmi fortunatamente tra gli ultimi, grande riscaldamento, segue la spiegazione delle tecniche, didattica formidabile da parte dei docenti presenti, ricca di particolari ed efficacia, cose mai viste prima, fino a lì tutto ok, ho capito da subito che erano dei professionisti che sapevano il fatto loro. Da appassionato della pulizia tecnica e dei particolari, rimango estasiato da tanta perfezione e particolarità tecnica, però c’era sempre sta bella sensazione di pericolo, sempre più imminente(tipo acqua, fuocherello, fuoco-fuoco-fuocooo), boh mo passerà pensavo tra me e me… si si. Si parte, coppieee,  mi giro intorno e vengo invitato a combattere… uno due tre quattro combattimenti, e finalmente ho capito perché avevo quella strana sensazione di pericolo, m’hanno ATTRIPPATO DE BOTTE, SOPRA, SOTTO, DE LATO, DAVANTI , DIETRO, LEVE, STRANGOLAMENTI, più pesanti meno pesanti , era come la “proprietà commutativa” cambiando l’ordine degli addendi il risultato era sempre quello. Da quel momento ho iniziato ad interpretare meglio il mio istinto…

Di fatti tutto “quell’affetto” che mi hanno mostrato durante lo sparring mi ha portato a seguire il mio istinto, ho iniziato a praticare quella cazzo di disciplina che non valeva niente perché era solo a terra...

Intendiamoci il Ju Jitsu giapponese era ed è sempre parte di me, perché la storia non si cancella, la validità e la funzionalità di tanti aspetti del Ju Jitsu non si discute, ma lo sport da combattimento è un’altra cosa.

E’ oggi uso comune purtroppo che molte palestre di tradizionale, per fare cassa pubblicizzano il corso di Ju Jitsu ne waza scrivendo tra parentesi BJJ, non è carino però è cosi. Avrei potuto farlo anche io senza problema alcuno, ma con quale coraggio potevo mettermi ad insegnare “NE WAZA (BJJ)…” con la cintura nera legata in vita, con il pericolo che prima o poi sarebbe sbucata dal nulla una qualche cintura bianca o blu di BJJ vera che mi avrebbe potuto distruggere come un castello di sabbia. Questi volponi li capisco: JU JITSU e JIU JITSU “cambia solo il modo di scriverlo, posso tranquillamente insegnarlo sotto mentite spoglie”.

Lungi da me come quarto dan di tradizionale screditare il Ju Jitsu, però non posso esimermi dal dire che sarebbe opportuno rimanere ognuno nel proprio campo e non sconfinare in quello altrui, il Ju Jitsu tradizionale è affascinante, altamente formativo e utilizzabile per la difesa personale, è la madre delle maggior parte delle discipline esistenti, ha millenni di storia e tradizione, ma deve essere preservato per quello che è e non essere mescolato per assonanza e comodi propri (per lo più economici) ad altre discipline.

Il BJJ è una cosa a sè, altri obiettivi, altre procedure , applicabile in tutti i contesti,sportivi, operativi..e civili, in vero con alcuni argomenti somiglianti, MA TOTALMENTE DIFFERENTE  .

Arriviamo al dunque dopo sta pappardella

Voglio ringraziare il mio Maestro, il Prof. Alexander Vasconcelos Dos Santos “BATATINHA” per avermi dato in primo luogo la possibilità di entrare a far parte della BATATINHA TEAM ITALIA, e poi perché step by step mi ha portato ad essere quello che sono, fino ad arrivare a  riconoscermi e a promuovermi inaspettatamente a BLACK BELT di BJJ.
Grazie a tutto il team della BATATINHA e a tutti coloro che negli anni hanno contribuito a portarmi a questo grandissimo e prestigioso riconoscimento.

Finalmente ho capito che quella striscia rossa sulla cintura nera rappresenta il sacrificio, il sudore , la perseveranza, la gioia, il dolore, la paura, il coraggio, il rispetto, la condivisione, la fatica, il pericolo e la passione.

Il rosso è il colore più stimolante e coinvolgente di tutto lo spettro cromatico!





BRAZILIAN JIU JITSU: FISICO E QUOZIENTE INTELLETTIVO

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Recenti studi sullo sviluppo del quoziente intellettivo dovuto alla pratica di un'arte marziale come il Brazilian Jiu Jitsu discreditano il vecchio detto «gioco di mano, gioco di villano» e il diffuso pregiudizio che certe discipline di combattimento siano adatte alle persone con un'intelligenza rozza o scarsa. Scopriamo i benefici del Brazilian Jiu Jitsu sul QI.
Il Brazilian Jiu Jitsu, o BJJ, non è solo una versione brasiliana del Jiu Jitsu giapponese. Scopriamo di più su quest'arte marziale.

Origine del Brazilian Jiu Jitsu
All'inizio del secolo scorso gli immigrati giapponesi importarono le arti marziali del Sol Levante in Sud America, specie in Brasile, dove iniziarono ad insegnare anche ai non giapponesi.

La caratteristica che differenzia maggiormente il Jiu Jitsu giapponese da quello brasiliano riflette i caratteri dei due paesi: in Giappone esiste un concetto chiamato ippon, ovvero una tecnica definitiva che mette fine al combattimento perché entrambi i contendenti sanno che se fosse stata applicata in un contesto reale avrebbe portato alla vittoria, e ciò viene sportivamente e onorevolmente riconosciuto da entrambi; in Brasile invece, non esistono regole non scritte basate su un accordo onorevole e vige la cosiddetta malandragem, ovvero l'arte di arrangiarsi, di approfittare, di prendere ogni possibile vantaggio con malizia, indispensabile per la sopravvivenza in contesti poveri, duri e spesso selvaggi.

Pertanto in Brasile il combattimento non finisce con la proiezione a terra ma prosegue perché i contendenti proveranno con ogni malizia e furberia a continuare il combattimento. Si sviluppa così la lotta a terra, dove si possono affrontare per molto tempo cercando di guadagnare con ingegno e intuito una posizione dominante o una sequenza di mosse che portino alla sottomissione dell'avversario.

I benefici del Jiu Jitsu brasiliano
I benefici del Jiu Jitsu non sono solo fisici, ma è un arte marziale che sviluppa capacità psichiche e di gestione delle emozioni. Ecco nello specifico quali.

Intelligenza multipla
È interessante analizzare i benefici mentali del BJJ dal punto di vista dell'intelligenza multipla, concetto coniato dallo psicologo Gardner negli anni '80, notando così un incremento intellettivo in varie aree di competenza nei praticanti di BJJ.

Intelligenza linguistica
Si sviluppa poiché per apprendere le tecniche è indispensabile focalizzarsi sulle spiegazioni dell'istruttore, che in genere, per via del compito che deve svolgere, deve possedere un'ottima padronanza di linguaggio, chiaro ed efficace.

Intelligenza matematica
Le tecniche di BJJ possono essere descritte e concepite tramite degli schemi, delle sequenze, delle ramificazioni logiche, pertanto il praticante svilupperà la capacità di raggruppare le mosse per gruppi e «famiglie» in modo da migliorare la loro applicazione.

Intelligenza spaziale
Spesso nella lotta a terra si assumono posizioni intricate, complesse, inusuali e non ci si può affidare alla sola vista per orientarsi; pertanto si sviluppa una superiore percezione dei corpi nello spazio e dei loro movimenti dinamici, prevedendone i percorsi e decidendo se assecondare od ostacolarne le dinamiche.

Intelligenza interpersonale
Per progredire nel BJJ è indispensabile lavorare con differenti persone, parlare con loro dei problemi, sviluppare rispetto ed empatia.

Intelligenza intrapersonale
Dopo gli esercizi e gli sparring è normale focalizzarsi sui propri punti deboli da migliorare, fare continua autoanalisi, rivedere le proprie prestazioni, scoprendo tuttavia l'inutilità di compararsi con gli altri.

Intelligenza corporeo cinestetica
Il BJJ è uno sport esigente la cui pratica permette al corpo di sviluppare diversi tipi di destrezza, di saper sfruttare a proprio vantaggio i punti deboli, a migliorare atleticamente e a perseguire con ogni singola mossa degli obiettivi multipli, come ad esempio un attacco ed una difesa, esattamente come avviene per gli scacchi.

Memoria
Nel BJJ le mosse e le combinazioni sono pressoché infinite e per ricordarle tutte in situazioni di stress è importante sviluppare una memoria ferrea.

Capacità strategiche
Combattendo scopriremo sulla propria pelle che le capacità strategiche sono spesso più importanti della forza; pertanto l'intuito, la creatività, il tempismo e capacità di indurre l'avversario in errore sono alcune delle capacità che svilupperemo maggiormente.

Gestione delle frustrazioni
Impareremo che le frustrazioni sono un segno di crescita e di bisogno di cambiare prospettiva, esse testimoniano che siamo in cammino, in evoluzione, e possono spingerci a fare i passi giusti se sappiamo prenderle positivamente come sensazioni motivazionali invece che farci svilire e deprimere: "una cintura nera è una cintura bianca che non si arrende mai".






FACCIAMO UN PO' DI CHIAREZZA SU UNO DEGLI SPORT DA COMBATTIMENTO PIU' SEGUITI NEL MONDO

Batatinha Team Roma BJJ & MMA Academy
Pubblicato da in Sport ·
Le Mixed Martial Arts sono uno sport da combattimento dove gli atleti possono utilizzare tecniche provenienti da diverse discipline (Brazillian Jiu Jitsu, Muai Thay, kick Boxing, Karate, Taekwondo, Judo ecc.).
Avete capito bene, è uno sport da combattimento dove l'atleta deve allenarsi con impegno e costanza in almeno due discipline da combattimento!

Le MMA, nate in Brasile, divennero popolari già negli anni 90 grazie alle competizioni sportive americane (UFC) ma erano già conosciute in Brasile come Vale Tudo (dal portoghese Vale Tutto).
Quest'ultimo nasce a metà del ventesimo secolo e le regole erano quasi inesistenti (erano vietati solo morsi e graffi).

Il BJJ nel Vale Tudo e nelle MMA
Fine anni venti si fecero conoscere nel nuovo continente i fratelli Hélio e Carlos Gracie, maestri di Jiu Jitsu in Brasile, successivamente fondatori dell'ormai noto Brazillian Jiu Jitsu. Molti allievi dei Gracie in quel periodo si fecero valere nel Vale Tudo chiudendo gli incontri per sottomissione degli avversari, tanto che fu proprio Royce Gracie ad esportare negli Usa questo stile di lotta rivedendo leggermente il regolamento e dando vita ai primi tornei di MMA sotto la federazione Ultimate Fighiting Champioship (UFC) che alcuni di voi avranno forse conosciuto solo grazie alla Play Station.

Moltissimi campioni di MMA provengono e vincono grazie al BJJ, non ci credi? Eccoti alcuni nomi che potrai ricercare su Internet e costatare così che non ti stiamo prendendo in giro:
Josè Aldo imbattuto per oltre 10 anni
Marco Barbosa, famoso negli anni 90/2000 (oggi coach di MMA)
Il già citato Royce Gracie che detiene il maggior numero di vittorie per sottomissione nella UFC
Conor McGregor (attualmente cintura marrone di Bjj)
Il nostro italiano Alessio Sakara (cinutra nera di Bjj)
Antonio Carlos Juonior (due volte campione mondiale cinture marroni)
Ronaldo De Souza dos Santos detto Jacaré (5 volte campione del mondo di Bjj)
Di seguito un breve filmato riguardante degli incontri di MMA vinti per sottomissione grazie al BJJ
Guarda il video

IN CHE MODO I RAGAZZI DI OGGI ARRIVANO ALLE MMA?
Sicuramente il cinema ha contribuito a far conoscere a tutti le MMA. Film come “Warrior” del 2011 ed il recentissimo “Mais forte que o mundo” del 2016 (la vera storia di Osé Aldo) hanno acceso un ulteriore faro su questo sport.
Purtroppo come spesso avviene in Italia, a fronte di tanta pubblicità sono saltate fuori moltissime palestre di MMA spesso non riconosciute dalle federazioni ufficiali e peggio ancora gestite da maestri che non hanno mai praticato con perseveranza nessuna disciplina sportiva.
Non si può entrare in una gabbia avendo appreso “a braccio” poche tecniche prese un po' ovunque. L'atleta che decide di cimentarsi nelle MMA deve essere consapevole che dovrà impiegare la propria settimana dividendosi in allenamenti tra BJJ e Muai Thay (discipline fondamentali per le MMA) con maestri diversi (ad ognuno il proprio mestiere). Inoltre non si possono praticare le due discipline a tempo determinato, l'apprendimento arriva solo con sudore e costanza. Mollare una delle due sarebbe deleterio.

PERCHE' IL BJJ E' FONDAMENTALE?
Il BJJ è fondamentale perché è una disciplina nata con lo scopo di primeggiare nel Vale Tudo e la sua efficacia è ancora oggi indiscutibile. Le dinamiche di un combattimento sono imprevedibili e le possibilità di finire in clinch o direttamente a terra sono infinite.
I cialtroni che si fingono maestri di MMA non ritengono indispensabile il BJJ perché secondo loro le vittorie si ottengono con i calci e pugni. In realtà questo loro modo di esporsi davanti ai poveri e sventurati allievi è solo una triste copertura (semplicemente perchè non conoscono il BJJ, e perchè non sono idonei a praticarlo seriamente, peggio ancora dall’alto del loro ego non si abbassano ad indossare la cintura bianca in una vera accademia di BJJ seria,non ammettendo che i Dan che decantano sono stati semplicemente comprati, cosi come i super livelli da maestro che detto tra noi, servono a zero se poi vieni asfaltato da una cintura bianca a una striscia di Bjj). Questi signori che, conoscono 3 tecniche di sottomissione (tra l’altro pure sbagliate) si ergono a conoscitori e divulgatori di BJJ, quando non sanno nemmeno come si annoda la cintura sul GI.
Il vero danno però non si limita solo al lato economico che un ragazzo affronta per pagarsi iscrizione e corsi per un FAKE, ma soprattutto ai gravi infortuni che si manifestano sotto la guida di incompetenti , improvvisatori meglio conosciuti come commercianti da tatami .

LO STRIKING E’ SOLO IL 30% DELLE MMA, L’ALTRO 70% E’ BJJ.

COME SI SCEGLIE UNA PALESTRA DOVE SI PRATICA IL VERO BJJ?
Quando si decide di voler studiare il BJJ occorre fare molta attenzione. Prima di tutto occorre capire se la palestra dove ci stiamo per rivolgere sia realmente riconosciuta dalle Federazioni: UIJJ/IBJJF; FIGMMA (Unica federazione italiana autorizzata a gestire le MMA accreditata a sua volta con la IMMAF) e poi assicurarsi che i maestri siano realmente accreditati e non improvvisati.





JIU JITSU UN OTTIMO STRUMENTO PER AIUTARE A CONTRASTARE IL BULLISMO

Batatinha Team Roma BJJ & MMA Academy
Pubblicato da in Sport ·
Negli ultimi anni non si è fatto altro che parlare di bullismo, visti i moltissimi casi raccontati nei telegiornali e quotidiani. Continue campagne di prevenzione e sensibilizzazione hanno provato e provano tutt’ora ad arginare questo triste fenomeno, ma spesso, essendo un fatto complicato e dai meccanismi imprevedibili, sono molte le storie terminate tragicamente.
Chi sono i bulli? Solitamente sono ragazzi che
non hanno ricevuto una corretta educazione, spesso provengono da famiglie o contesti sociali e ambientali disagiati, oppure semplicemente codardi che cercano di prendersela con i più deboli in modo da nascondere quelle che sono invece le loro paure, spinti dall'invidia, dalla rabbia e la gelosia.

Come possiamo difendere i nostri figli?

Intervenire personalmente è spesso controproducente. La cosa migliore da fare ove possibile è denunciare le percosse e le vessazioni alle autorità competenti. Purtroppo non sempre è facile individuare e reprimere tempestivamente  un atto di bullismo, il più delle volte avviene all’improvviso. Nei restanti casi le vittime di bullismo non sono disposte  a raccontare cosa subiscono ogni giorno a scuola o nel quartiere e per questo motivo tengono tutto il dolore dentro, perdendo la fiducia in se stessi e divenendo infelici, spesso fino all'età adolescenziale e addirittura in quella adulta.

Nel precedente articolo abbiamo visto come il BJJ inteso come massima espressione della difesa personale, può diventare indispensabile per le donne. La stessa cosa avviene per i ragazzi alle prese con i bulli.

E' doveroso ricordare che il BJJ non è una disciplina che prevede solo la difesa personale ma è un vero percorso formativo che ha come primo scopo quello di forgiare il carattere.

Il programma per bambini e ragazzi prevede:

Imparare le arti marziali e come difendersi ma al tempo stesso divertendosi con altri bambini o ragazzi  della stessa età, questo permetterà loro di sfogare l’istinto naturale della lotta, imparando a gestire le energie, prendere confidenza del loro corpo in modo globale e analitico e rispettare il proprio compagno.

Imparare a dominare le paure e le emozioni.
Imparare a rispettare il prossimo.
Disciplina e autocontrollo
Coordinazione motoria
Socializzazione
Fiducia in se stessi
Coraggio e lealtà
Allenare il fisico in tenera età attraverso la ginnastica a corpo libero.
Allenarlo correttamente per evitare che le articolazioni non subiscano in fase di sviluppo delle malformazioni, cosa che avviene spesso con molti altri sport.

Ameranno il BJJ perché si sentiranno bene, proveranno una sensazione euforica durante l’allenamento rotolandosi con i loro amici, continueranno a migliorare e imparare movimenti nuovi, forgeranno nuove amicizie, indosseranno il Kimono con la relativa cintura e cosa più importante si sentiranno parte integrante di un gruppo.

Per quanto possa sembrare strano, nel BJJ il numero di infortuni è nettamente inferiore rispetto alle attività più comuni, come ad esempio il calcio dove l'allenamento stesso tende a danneggiare le articolazioni di caviglie e ginocchia.

Cosa accade quando mio figlio cercherà di difendersi utilizzando le tecniche del BJJ?

Qualora vostro figlio venisse attaccato da un bullo, riuscirebbe ad avere la meglio ridicolizzandolo senza infierire troppo. La sottomissione dell'avversario non prevede necessariamente danni fisici, mandarlo a terra costringendolo ad arrendersi è la peggior punizione.

Il BJJ è perfetto per i bambini e i ragazzi perché in giovane età gli effetti positivi sul corpo e sulla mente sono amplificati; in più al gioco si unisce un sistema di autodifesa non violento, immediato e completo.

In poco tempo i praticanti aumenteranno la loro forza negli arti e nel tronco, la schiena e le articolazioni si rinforzeranno e diventeranno più flessibili, aumenterà la loro coordinazione e sia l’apparato respiratorio che quello cardiocircolatorio ne trarranno beneficio.

Il video qui sotto riassume perfettamente quanto riportato nel presente articolo, ragazzini di 13 anni che giocano a fare i “boss”, un ragazzo viene stuzzicato e spintonato senza motivo, fortunatamente non è uno sprovveduto ma un praticante di BJJ/MMA tant’è che neutralizza il bullo con un “takedown” e una volta portato a terra  lo domina prima con una “monta” e dopo aver assestato un paio di colpi, lo disattiva con un “arm lock”.





"Chi ha la fortuna di seguire la strada del BJJ è una persona che si trova a compiere un meraviglioso viaggio senza destinazione, in questo viaggio non bisogna ricercare nessuna verità o teoria, ma bisogna solo avere la consapevolezza di comprendere la bellezza e il fascino del viaggio stesso. Solo così si potrà tracciare il confine tra tutto ciò che appare magico e impossibile e la cruda realtà del presente."
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